Nell'antichità si credeva che molti spiriti maligni agissero nel sonno. Le notti medioevali erano il regno indiscusso di Incubi e Succubi, demoni rispettivamente maschili e femminili che si univano ai mortali in un atto sessuale solo per rubare loro, in questo modo, la loro energia vitale, fino ad ucciderli.
Incubo è un termine latino che significa "io giaccio sopra", mentre succube ha in se il significato di "giacere sotto". Si riferisce quindi alle posizioni dei demoni in questione durante l'atto. Ma tali termini sono anche entrati nel nostro linguaggio comune. Un sogno non bello è chiamato incubo per tale motivo, perchè ritenuti in passato l'effetto di un rapporto con uno di questi demoni.
L'idea che qualcosa potesse "cavalcare" un dormiente (donna o uomo non importa), la si incontra anche nei paesi anglosassoni. Qui era diffusa l'idea della mara, uno spettro notturno che si dice sedesse sui dormienti e li "cavalcasse". Dalla mara deriva il termine inglese nightmare per incubo.
Incubi e mare dunque siedono sopra i dormienti. L'effetto è quello di un peso sullo stomaco, di una paralisi totale del corpo, ma, nonostante tutto, chi subisce l'effetto degli incubi è vigile (non sveglio attenzione). Cosciente eppure paralizzato, capace di sentire, parlare, ma paralizzato.
Questi erano gli effetti che in quei tempi venivano ascritti dunque a tali demoni notturni o spettri. Questi sono gli stessi effetti di quella che si chiama paralisi del sonno.
E' un po' angosciante da sperimentare, ma ogni tanto può accadere. Che la persona sia vigile eppure i suoi muscoli sono incapaci di muoversi. Ella sente, percepisce i suoni attorno, ma non può reagire. E' letteralemente (e ora ci vuole) succube di ogni cosa le capiti attorno.
Una volta è capitato che io stesso ne fossi vittima. Anzi due.
Una prima volta accadde tempo fa. Ero ancora piccolo ai tempi e dormivo nel letto dei miei. Mi sono svegliato incapace di muovermi sotto le coperte. L'unica cosa che potevo vedere era il lensuolo sopra di me e stop. Nient'altro. Non potevo muovermi, ero bloccato sotto le lenzuola, paralizzato. Provai a chiamare mia madre, ma l'unica cosa che usciva dalla mia bocca era un semplice sussurro fioco. Dire che mi stavo mettendo a piangere perchè mi sentivo prigioniero, perso sotto le lenzuola che, giuro, mi sembravano sconfinate, è dire poco. Il letto mi sembrava infinito e credevo che sarei rimasto li dentro per chissà quanto. Poi i miei muscoli si sono sbloccati e finalmente sono riuscito a fuggire.
La seconda volta è stata meno traumatica. Forse perchè sapevo bene che cosa stavo provando, anche se un po' l'irrazionalità mi ha comunque giocato un brutto scherzo. Sebbene sapessi che ero sotto l'effetto della paralisi, mi lasciai influenzare. Sapevo bene che tutto era spiegabile, sapevo bene che i miei muscoli si sarebbero sbloccati prima o poi. Sapevo bene che tutto sarebbe finito, ma il provare quella paralisi mi iniziò non poco a inquietare anche perchè stavo iniziando a sentire suoni strani. i miei occhi erano inchiodati su un punto della stanza, che avevo sognato in un incubo di pochi minuti prima (anzi oserei quasi dire che quell'incubo era letteralmente evoluto in quella paralisi). iniziai a provare paura perchè ero sicuro che in quel punto, tra le ombre, v'era qualcosa, qualcosa di terribile. E iniziai di nuovo a chiamare mia madre. La mia stanza benchè familiare, iniziò a diventare tetra pur rimanendo sempre la stessa. V'era la luce rassicurante della mia lampadina, eppure la paura che qualcosa di tremendo mi si parasse davanti agli occhi cresceva. Era paralisi lo sapevo, ma la paura mi stava inchiodando, anzi, lo aveva già fatto. E quando ero ormai sicuro che quella entità mostruosa si sarebbe presto palesata, quando ormai ero convinto che di li a pochi secondi qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa di pauroso, finalmente mi sbloccai.
Fu come svegliarsi da un incubo. E in effetti lo era stato. Terribile. Un fenomeno che può capitare, un normalissimo fenomeno neurologico, ma quando accade e dipende lo stato, può rivelarsi angosciante.
Ecco comunque l'articolo di wikipedia riguardante la paralisi del sonno.
CITAZIONE
La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui nel momento prima di addormentarsi o, più comunemente, al risveglio ci si trova senza la possibilità di potersi muovere. Questo disturbo dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi), talvolta qualcosa in più, ma mai per un tempo troppo lungo, consiste nel fatto che tutti i muscoli del corpo sono paralizzati, e la persona in cui si manifesta è del tutto cosciente e riesce a controllare solamente pochissimo del suo corpo, in certi casi solo il movimento degli occhi, della lingua o alcuni lievissimi movimenti degli arti, comunque durante le paralisi la respirazione è sempre assicurata.
Questo stato di paralisi è dovuto dalla persistenza dello stato di atonia che i muscoli presentano durante il sonno ed è causato da una discordanza tra la mente e il corpo: il cervello è attivo e cosciente, il corpo continua a rimanere in stato di riposo. Ciò solitamente incute nell'individuo affetto terrore e angoscia. Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress, ritmi di sonno irregolari. Spesso la "vittima" di tale paralisi tende a gridare, tavolta chiedendo aiuto,ma quando cercherà di farlo non griderà, ma bensì emanerà solo un lieve sussurro ed avrà la sensazione sgradevole, di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Paralisi_nel_sonno |  |
Spica, Alfa Virginis. | Vega, Alfa Lyrae. |

Δέδυκε μέν α σελάννα
καί Πληϊαδες· μέσαι δέ
νύκτες, παρά δ' έρχετ' ώρα,
έγω δέ μόνα κατεύδω.